martedì 11 febbraio 2014

L' UFO della Cornovaglia.


La foto "incriminata" (Image Credits:courtesy Michael Potter)
Come sapete solitamente non mi occupo pressoché mai di casi esteri, li considero un semplice "esercizio", a meno che non siano dei casi interessanti dal punto di vista fotografico, come per l' appunto questo.

E' il caso di questa settimana, oramai pubblicato in lungo e in largo su tutta la rete, e portato alla mia attenzione da Scott Brando\Insider.

Nella fotografia in questione, raffigurante la splendida veduta delle coste della Cornovaglia, si presenta una strana anomalia in alto a sinistra: un punto luminoso con una striscia bianca. Sembra quasi che il fotografo abbia immortalato un oggetto volante non identificato con relativa scia di condensazione e\o scarico propulsore.



Curioso.

Il buon Scott ha avuto l' accortezza di richiedere DIRETTAMENTE al testimone le foto originali, cosa che i fuffari nostrani ed esteri si sono ben guardati dal fare: a loro bastano le foto via web e un copiaincolla per motivare le loro (improbabili) affermazioni.

Il testimone non solo è stato subito disponibile nel fornirle, ma ha aggiunto alcune preziose informazioni aggiuntive...e nulla di strano: si dovrebbe condurre sempre così un' indagine.
In primis prova la buona fede del testimone, in seconda mandata siamo alla fonte della notizia e della documentazione.

Dopo aver visualizzato la foto, ed averla confrontata alle altre fornitemi da Scott posso già affermare che c'è una differenza di base tra il primo scatto (quello dell' oggetto, a inizio articolo) e gli altri tre, di seguito mostrati...a questo punto facciamo il solito quizzone rivolto a te, caro lettore: che differenza basilare noti tra la foto ad inizio articolo e le tre seguenti?


(Image Credits:courtesy Michael Potter)

(Image Credits:courtesy Michael Potter)

(Image Credits:courtesy Michael Potter)
Ebbene? Hai trovato la differenza basilare? NO?

Beh, è il colore. Difatti nel primo scatto si nota una strana dominante cyan\verde che di solito indica la presenza di un vetro oscurato tra la fotocamera e il soggetto della ripresa. Le misurazioni poi eseguite mi hanno confermato l' ipotesi, siamo in un range del 25-30% in più dei colori sovraindicati (valore medio sul totale delle 20 misurazioni a punto campione eseguite).
Tutte e quattro le fotografie sono state scattate con tempi e diaframmi pressochè identici (una esclusa, con una differenza di 1 f\stop).

Ma è per l' appunto una traccia iniziale e dobbiamo verificarla...si presuppone quindi che ci sia un vetro oscurato tra il fotografo e il paesaggio immortalato...e prontamente interpellato il testimone risponde:
"It is possible that I took the first picture through the windscreen but that is not my memory. I am pretty sure that all the photographs were taken outside the car."
Possiamo quindi confermare l' ipotesi formulata dopo la misurazione: la prima foto (quella dell' oggetto) è stata scattata dall' interno dell' autovettura del Sig.Potter. Anche se il testimone non si ricorda chiaramente, abbiamo ora una parziale conferma ("è possibile che io abbia scattato la prima foto attraverso il parabrezza, ma non ricordo") della misurazione colorimetrica.

Ma ho anche delle altre osservazioni da fare:

-Il fotografo, pur avendo immediamente fornito a Scott Brando gli scatti originali, ha probabilmente editato le foto in quanto manca una parte dei dati exif, e le foto sono tutte di misura diversa (in pixel, vedi immagine). Perché? Il fotografo ne è a conoscenza?

-Potrebbe essere anche un caso classificabile come flashburn, con modesta sfocatura dell' oggetto\insetto (non è una pallina sfocata, ma mostra contorni definiti), ma la traccia lasciata è insolitamente lunga e luminosa (mentre solitamente appare grigio\nera).
Il flash però non risulta attivato, e quindi l' ipotesi flashburn è da scartare.


-Abbiamo delle striature bianche diagonali non compatibili con la nuvolosità presente nell' ambiente al momento dello scatto, in più queste striature hanno un fattore di sfocatura dei bordi differente dalle stesse nuvole, ma compatibile con l' oggetto.

-Potremmo trovarci davanti a dei semplici riflessi del cruscotto sul vetro, ma non si dispone di dati certi (come ad esempio la posizione della fotocamera rispetto al vetro\cruscotto) al momento dello scatto, e quindi l' oggetto potrebbe essere anche una parte metallica del cruscotto stesso, che riflette nel vetro la luce solare, generando così la curiosa forma.

A questo punto ricontrasto pesantemente la fotografia: lo faccio in maniera mirata: voglio evidenziare le linee bianche diagonali, molto evanescenti rispetto alle nuvole.
Anche se la mia filtratura degrada pesantemente il resto dell' immagine, ora abbiamo una traccia più evidente (e senza distorsioni tipiche delle filtrature alla CDC dei fuffari) di quello che prima intravedevamo appena. Come vedete sull' "UFO" non ha nessun utilizzo: deforma addirittura l' oggetto.

E infatti abbiamo l' originale da confrontare (a inizio articolo) inviato dal Sig. Potter per poter fare i dovuti confronti. PhotoBuster non nasconde nulla.

 
Ricontrastatura mirata: benché riduca la qualità generale dell' immagine, serve ad evidenziare lo sporco del parabrezza dalle nuvole di sfondo (Image Credits:courtesy Michael Potter)
E' certo: le striature sono semplicemente sporco presente esternamente sul vetro che viene evidenziato solo perché colpito dalla luce solare e la diffrae leggermente.
La ricontrastatura ci ha in pratica permesso di confermare l' ipotesi iniziale.

Abbiamo quindi due spiegazioni finali.
A-l' oggetto è del semplice sporco sul parabrezza che ha generato l' effetto luminoso per via della diffrazione (un semplice insetto spiaccicato in velocità, con relativa "strisciata" di liquidi)
B-l' oggetto è un riflesso generato da un particolare metallico del cruscotto.

Prendendo atto che l' oggetto ha un fattore di sfocatura identico alle striature diagonali, propendo sicuramente per la prima spiegazione e cioè che l' oggetto sia semplicemente dello sporco sul parabrezza.
E questo con uno scarto (ahimè!) del 90% per la spiegazione A,
il restante 10% è da riservare alla spiegazione B.

Questo perché non abbiamo la possibilità di verificare la reale distanza della fotocamera rispetto al vetro dell' auto al momento dello scatto.
In ogni caso sarebbe da verificare se all' interno dell' auto del Sig. Potter nella parte alta del cruscotto o sulle portiere sono presenti particolari metallici compatibili che potrebbero far propendere per la spiegazione A....

Ma di una cosa sono sicuro: quello non è di certo un oggetto volante non identificato.


 PS: QUI l' approfondimento del caso con l' articolo di Scott Brando.



2 commenti:

Insider ha detto...

Grazie dell'assistenza Poalo :-)

Skure ha detto...

non è assistenza, è collaborazione ;)