martedì 20 settembre 2016

Che palla? Che PALLE!

Le mie raggiungono questa grandezza. A volte.
Il mondo dell' ufologia è pieno di gente che si auto-affibbia titoli come "esperto" o "ricercatore" solo per aver fatto due ricerche su Google e basando la propria expertise sull' "opinione".

Naturalmente tutti hanno diritto alla propria opinione, finchè questa non cozza contro ogni logica, oppure fino a che questa opinione viene corretta con la realtà dei fatti e la verifica con metodo scientifico.

Un' opinione non definisce la realtà: è frutto di una "percezione soggettiva" senza alcuna verifica e non ha valore di "prova oggettiva".

E se l'  opinione non viene confermata dai fatti, la stessa diventa inevitabilmente una sola cosa: una stronzata.

In parole povere?
Guardando un muro bianco tutti sono liberi di dire quello che vogliono e il colore che ci vedono,
ma di sicuro se qualcuno vi risponde "quel muro è nero" basterà andare di fronte al muro con un colorimetro e verificarlo, rispondendo "no, ti sbagli è bianco" mostrando il risultato dello strumento.

Lo strumento quindi fornisce dati oggettivi.

Se invece la persona insiste a dire che "è nero e tu devi rispettare la mia opinione", inequivocabilmente questa affermazione\opinione diventerà una "stronzata".

E questo è un fatto appurato. E' semplicemente il metodo scientifico di verifica.
Ma qui entra in gioco la dissonanza cognitiva: il soggetto (per affermazione personale o altri motivi) sostituirà la realtà con la sua opinione e insisterà su quel punto, nonostante le prove oggettive siano tutte contro.

Una verifica (nel mio caso un' analisi di tipo fotografico) utilizzando il metodo scientifico ha invece valore di "prova" perché dimostra senza opinioni personali, ma utilizzando i mezzi tecnologici e la mia expertise, maturata nei 30 anni di attività.
Non è una mia "opinione": è la fotografia che "parla" e ci svela tutto. Io faccio solo da tramite.

Ma per certe persone come ben saprete (leggendo questo blog ad esempio) , l' "opinione" viene scambiata per un diritto a sparare stronzate a ripetizione: è anche il caso di cui andrò a scrivere oggi.

Un classico esempio di dissonanza cognitiva, di arroganza, d' ignoranza totale e dell' incapacità di accettare che ci siano esperti come il sottoscritto.

E quindi più uno studio psicosociale-fuffar-filosofico, troverete la mia analisi completa e libera da deliri in fondo al post. Prendete i popcorn e divertitevi.

Siamo su FaceBook.

E un "amico di Facebook", Josè Antonio Caravaca, pubblica questa foto accompagnandola con il testo che vedete nello screen. Ora il post è scomparso per ovvi motivi di paraculismo associato, ma non prima che il sottoscritto l' avesse salvato in maniera completa. Tièz.



Come potete leggere, rispondo che la macchia ha tutte le apparenze di un semplice difetto di sviluppo (o di una macchia di una sostanza non identificata).

Josè risponde che "qualche ricercatore dice che è stata sottoposta ad analisi da parte di Kodak e che la macchia non risulta sul negativo, e che quindi la "sfera" (è già diventato un oggetto tridimensionale....)  era presente quando la foto è stata scattata" ma aggiunge "è anche vero che qualche "esperto" dice che è un "difetto di sviluppo."

E fin qua tutto bene, anche se con alcune riserve da parte mia.

Quali? Semplice.
Kodak se fa delle analisi o produce della documentazione protocolla tutto con numero \ data all' inizio di ogni documento e lo stesso documento viene firmato dal responsabile della sezione\ufficio.

Lo so perché lavoro con Kodak (con materiali che uso giornalmente e corsi professionali seguiti nel corso degli anni nella sua sede in Italia) da oltre 30 anni.
Ora Kodak si chiama Kodak Alaris, ma il succo del discorso non cambia.

Quindi mancano già dei dati oggettivi: numero pratica\documento\analisi e nome del tecnico Kodak\laboratorio che l' ha analizzata. E manca anche il documento "fisico" che lo provi.

Non è pubblicato da nessuna parte. In pratica NON esiste.

Cominciamo già male. Ma non importa.
Se la documentazione è inesistente e non viene fornita, non se ne tiene conto e dovrò verificare di persona: perché un' affermazione NON è una prova. Specialmente se scritta su FaceBook.

Ma ahimè: cominciano ad arrivare i soliti personaggi che ho già descritto ampiamente nel passato e che credono che lo strumento faccia il professionista....la Sindrome di Thor !

Questi personaggi (che tutto sono fuorchè fotografi e\o fototecnici) aprono PhotoShop e utilizzano filtri fotografici senza nemmeno sapere perché e senza sapere nemmeno cosa stanno facendo.

Psichedelia pura. I risultati delle loro filtrature starebbero bene su un manifesto flower power degli anni '60. Ma non in un' analisi: perché distruggono informazioni invece di evidenziarle.
Eccone un classico esempio:



Carlos Mirq Marquez Rodriguez scrive: "Quindi per ora ciò che si vede è un bastone che potrebbe essere il sostegno di una parabola satellitare, o qualche oggetto ovale."

Le trasmissioni satellitari di programmi TV sono comiciati verso il 1990 (in alcuni paesi anche qualche anno prima) mentre la foto è stata scattata nel 1983.
Ma il costo di una parabola satellitare a quei tempi era proibitivo. A meno che non si lavorasse in NASA o per la CIA.  Oltre a quello la macchia è trasparente e non è attaccata a nulla: si vedono le colline sullo sfondo, e quello che Carlos indica come "sostegno" non è altro che un ramo.
Perché lo dico io? No.
Lo dimostrerò in fondo alla cronaca della querelle, con la mia analisi.
Non con la mia opinione.

Ma non faccio nemmeno in tempo a rispondere che ne arriva un altro.




Uno che ha capito tutto: è un gong, manco fossimo in un monastero Shaolin: ma siamo nello Yorkshire, nel 1983. E il cerchio è sempre trasparente e si vedono le colline sullo sfondo all' interno del cerchio.

Glielo spiego, semplicemente: per verificare se sia sul negativo o sulla foto (anche se resta comunque una macchia formata da liquido sconosciuto) servono entrambi per una verifica.
Ma è una finezza: che sia sul negativo o sulla foto poco importa: resta comunque una macchia, non un oggetto reale presente durante lo scatto. Ce lo dicono i bordi del cerchio: c'è una traccia inconfondibile lungo tutto il perimetro. Ne ho viste a centinaia sia su film che su carta.
Cristallizzazione dovuta a liquido che si asciuga sulla superfice di un materiale solido.
Il liquido si asciuga e forma quella linea.
Ma anche questa volta, andrò ad approfondire nella mia analisi, in fondo al post.

E basterebbe solo un po' di logica per capirlo e accettarlo, dopo aver letto la mia spiegazione.



Ma arrivano gli amiconi della fuffa. A supportare le stupidaggini (ricordiamolo: se non hai conoscenza dell' argomento non puoi esprimere un' opinione basata sulla conoscenza, ma solo sulla fantasia) dell' allegra Compagnia del Cerchio (no, Frodo non c'è).




"E' un' antenna di un caravan" dice Juan Carlos Martinez Pedraza.
Un camper invisibile, suppongo. Visto che sulla foto non ve ne è traccia.
Ma non faccio in tempo a scriverlo.
Arriva un altro "wanna-be-a-phototechnician"
 



Pedro M. Fernandez sentenzia di "aver migliorato l' immagine" e che questo gli consente di affermare che quello che si vede è un "qualcosa" che sorregge l' antenna parabolica, come dice l' amicone Carles. Grosse pacche sulle spalle, ma nessuno che usi la logica. Meglio andare avanti con filtri CDC (vedi glossario)

E invece non ha migliorato una mazza. E quello che ha evidenziato con una freccia è un ramo.

Glielo faccio notare semplicemente. "nessun mistero, è il ramo dell' albero".

E lui risponde: "no, è troppo perfetto per essere un ramo"

Non tenendo presente che l' immagine è talmente compressa che il reticolo algoritmico che si è formato con la compressione forma una rete talmente visibile da trarre in inganno l' occhio: è semplicemente pareidolia.


Ma non gli basta. Leggetevi il delirio. Quando una persona vuole aver ragione e non dispone di una base di conoscenza comincia ad arrampicarsi sugli specchi.

"è troppo perfetto per essere un ramo di un albero" mascherando la sua ignoranza (in fotografia, ma penso anche nelle relazioni umane) con "è la mia opinione" e sottolineando che anche la mia lo è.

E invece il mio è una semplice consulenza tecnica basata su prove tangibili.

Fatevi due risate.



classico esempio di arrampicata sugli specchi:Pedro si aggiudica la medaglia d' oro


Le due foto da me pubblicate nel thread saranno inserite nell' analisi completa, a fondo del post.

Ma evidentemente a Pedro non basta la logica, non bastano le immagini chiarificatrici che gli ho regalato, e disinserisce il cervello. Fatevi un' idea del livello d' intelligenza da maschio alpha che non vuole essere defraudato del suo titolo.

 


Non ci crederete, ma per supportare la sua idea dice "è un bastone o un qualcosa".

Cioè non sa che cos'è (e quindi ammette la sua ignoranza) ma ha comunque ragione lui.

Poi prova la carta del "l' ha detto un tecnico Kodak".

Certo, senza nome e nessun documento a corredo. Questo "tecnico Kodak" dà tutta l' idea di essere palesemente inventato. Nessun supporto all' affermazione di Pedro.

Non gli basta. Probabilmente ha fiutato qualche femmina. Auuuuuuuuu. E continua.

 


Nulla da fare. Anche quando spiego la differenza tra "opinione" e "analisi" continua imperterrito a pararsi il culo, mentre basterebbe ammettere di non sapere un bel niente di fototecnica ed accettare la mia consulenza e l' analisi (corredata da foto che provano quello che dico) e finirebbe là.

Ma no. Mi chiede se sono un chiromante.
Tattica da fuffaro.
Invece di avere dubbi sulla sua competenza cerca di attaccarmi sul personale.
Illuso.
Ho avuto a che fare con così tanti fuffari e wanna-be che non mi ricordo nemmeno il numero esatto. Oramai queste tecniche infantili mi scivolano addosso come se fossero acqua.

Lo bastono un attimo. Se le buone maniere, la logica e la fototecnica non funzionano, si passa alla modalità PhotoBuster-Berserker.
Gli chiedo anche la sua qualifica visto che si dipinge come un "ricercatore esperto".
Silenzio assoluto.
Gli fornisco le mie qualifiche (il post non si vede per intero, è quello con il link finale a questo blog).

E cerca nuovamente di svicolare. Inutilmente.

E perde il controllo di sè stesso al punto di non riuscire a scrivere più in inglese.
Ha capito che si è andato a ficcare in un vicolo cieco. E io sono davanti all' unica via di fuga.

Comincia ad insultare dandomi diversi titoli, accusandomi di cattiveria (io? ahahahahah) e tentando la carta dell' indignazione : come da manuale  ( Credo del Fuffaro )

Chiama gli amici in aiuto e li cita, copia-incollando solamente le parti delle frasi che gli interessano al solo fine non di chiarire, ma di darsi ragione e giustificare le stronzate che ha sparato.

Insomma: se sei un "ricercatore", ma ti comporti da fuffaro, utilizzi i loro stessi metodi, metti davanti la tua "opinione" (sbagliata), rifiuti un parere professionale e tenti anche di farla franca con me fai una brutta, brutta, bruttissima fine.

Non ho nessuna pietà per queste persone. Pietà Intellettuale, naturalmente.
Godetevi gli ultimi scambi di fioretto.

 




Dà il suo parere anche Scott Brando. "un eccellente lezione fotografica".
E il resto si perde in un' inutile caciara alla quale partecipa Josè Caravaca e altri amichetti fuffari come Pedro che lo chiamano "esperto". E tentano di qualificarlo come tale, tentando contemporaneamente di dipingermi come il fototecnico cattivo che non rispetta le "opinioni" altrui.


Parole inutili oramai. Faccio un riassunto della spiegazione e di quello che è successo....e il post sparisce ad opera di Josè Caravaca, che evidentemente non vuole rovinare la reputazione dell' amichetto. E naturalmente addossa la colpa a me e alla mia "maleducazione". 


Eh, certo.
Invece chi spara stronzate tentando di prendere in giro la gente e spacciandosi come esperto che non è chissà che cos'è.

Insomma poca serietà intellettuale.

Ecco gli ultimi screenshot. Poi passiamo alla verifica e all' analisi. Ve lo prometto.



Ottima prova di educazione. Dico e ripeto che uno è ignorante in fototecnica e mi viene risposto che sono una merda (non ho idea perché il traduttore automatico traduca così l' ultima frase....).

E poi sono io il "maleducato".

Anche i "ricercatori" più blasonati, quando non sanno più cosa dire ricorrono alla censura. Non possono perdere la faccia, non possono essere criticati per gli errori e naturalmente non devono esserci prove in giro della loro disonestà intellettuale.

Ma gli è andata male. So giocare a questo gioco molto bene. Gli screen ne sono una prova.
Scrivono libri sui casi da loro trattati (e risolti da un software sviluppato da terzi: sto parlando del caso della mummia di Maussan) e poi si comportano esattamente come Maussan.

Bravi, proprio bravi.

Ora, siccome io sono una persona seria e un professionista lascio parlare la foto.



L' Analisi (quella vera, non opinioni da fuffaro-wanna-be)


Presentiamo il caso.

Disponiamo di una foto in due versioni (una in .jpg e l' altra in PDF, di qualità infima) "spacciate" da Nigel Mortimer, un "ricercatore" che le identifica come "BOL" (ball of light) con delle caratteristiche piuttosto strane: sono invisibili all' occhio umano ma visibilissime quando si scatta una fotografia. 


la migliore versione disponibile in rete: SIGH.

 

Si nota subito una cosa che pregiudica il verdetto del Sig. Nigel: la macchia è sovrapposta a tutta la foto, in trasparenza. Infatti all' interno della stessa riusciamo a scorgere tutti i particolari della foto: le colline ad esempio sono visibili, come i rami e il resto dello sfondo. La macchia è quindi "trasparente" e si sovrappone agli elementi della fotografia.

Inutile dire che se sono delle "palle di luce" e se appaiono ad occhio nudo dovrebbero esporre la propria immagine sia su negativo che su CCD. In caso contrario se non fossero visibili ad occhio nudo NON esporrebbero nè il negativo nè il CCD.

Certo, se queste "BOL" fossero nell' infrarosso \ ultravioletto vicino potrebbero esporre parzialmente la pellicola oppure un CCD, ma apparirebbero biancobluastre : e non gialle.

Non è un' opinione: è come appaiono delle fonti di luce ultraviolette\infrarosse catturate da materiale fotosensibile amatoriale (non sto parlando di foto astronomiche.....in quel caso ci sono filtrature pre e post scatto, e possono essere ricolorate in falsi colori, ma NON E' questo il caso).

Il perché? Perché sia l' ultravioletto che l' infrarosso vicino non sono dei "colori": non possiamo percepirli e per questo hanno "infra" e "ultra" inserito prima del "colore". Sono semplicemente "sotto" e "sopra" la nostra soglia di percezione.


E sia la pellicola che il CCD non hanno una corrispondenza nella loro tabella colore per queste frequenze...provate voi stessi riprendendo con la vostra fotocamera il led sul vostro telecomando della TV (è anche un ottimo metodo per capire se il telecomando funziona): vedrete una fonte di luce biancobluastra.
E attenzione: non sto parlando di scatti con fotocamere modificate togliendo il filtro IR\UV: quelle producono scatti a falsi colori, mischiando emissioni UV-IR e di luce visibile: belle artisticamente ma poco somiglianti allo scatto che stiamo analizzando.


Possiamo quindi scartare totalmente l' ipotesi "ball of light" : e molto tranquillamente.
E allora che stiamo guardando?

Cominciamo con l' evidenziare innanzitutto la compressione del file .jpg di cui disponiamo.

E' pesantissima. Forma un reticolo visibile ad occhio nudo (pregiudicando la qualità della foto).

Vecchio trucco da fuffaro: meno si vede, più panzane puoi raccontare.

Ecco il reticolo evidenziato nella foto: il filtro in questo caso NON è "distruttivo", ma serve essenzialmente da "reagente": io voglio evidenziare il reticolo dell' algoritmo jpg e renderlo visibile.
E' insomma un evidenziatore della compressione della foto, tradotto otticamente per la gioia di tutti.


evidenza: il reticolo provocato dalla compressione .jpg

Contemporaneamente possiamo anche notare che la macchia copre tutta l' area interessata con un colore di fondo: il giallo. Si nota chiaramente dal fatto che i rami all' interno del cerchio non presentano l' alonatura di quelli all' esterno. Hanno una saturazione della stesso colore del cerchio\macchia.

Se la "macchia" fosse veramente presente nell' ambiente, e fosse posizionata dietro l' albero ciò non avverrebbe. Vedremmo i rami evidenziati esattamente come quelli all' esterno del cerchio stesso.

Abbiamo un' ulteriore conferma che è una macchia di liquido (non sappiamo se sulla foto scansionata o sul negativo originale: non li abbiamo a disposizione e probabilmente non li avremo MAI.
Dobbiamo quindi lavorare su questo materiale e sulle informazioni in esso contenute.) ed è facile 

provarlo: la macchia sui bordi presenta una tipica traccia di cristallizzazione del liquido: è quella riga irregolare giallastra che corre tutta intorno al perimetro del cerchio. 
Ne ho viste a migliaia su negativi, diapositive e stampe: inequivocabile.
- saturazione
+ saturazione
 
Come potete vedere dal ritaglio dell' immagine: non ho fatto altro che agire sui livelli colore per evidenziare la traccia di cristallizzazione del liquido.

Possiamo contemporaneamente verificare anche che lo sfondo si vede attraverso la macchia per intero, rami, linea di demarcazione tra le colline sullo sfondo e il cielo.
Oltre a questo, i rami e tutto quello che vediamo all' interno del cerchio\macchia ha una saturazione tendente al giallo\arancio superiore del 20% (misurazione a spot effettuata su diversi punti all' interno del cerchio\macchia e all' esterno dello stesso).

Insomma, il cerchio\macchia è semitrasparente, come già anticipato, ma questa piccola operazione di schiarita dei livelli lo evidenzia ancora di più.

Ma posso fare di meglio: agisco sulla saturazione per togliere i colori dalla foto lasciando inalterati i toni di grigio: si vede ancora meglio lo sfondo, e si può anche notare chiaramente che non c'è nulla di riconducibile ad antenne paraboliche, ricettori delle stesse, staffe fissaggio per dei gong, corde di sostegno, o qualsiasi altra cosa che riconduca il cerchio\macchia ad un oggetto solido e reale presente nell' ambiente.

Semplicemente perché non lo è.

E quindi vado a chiudere l' analisi con il resoconto completo di quanto scoperto:

-la fotografia risulta a bassa definizione: non è possibile rintracciare a quanto pare l' originale negativo e\o una stampa di prima generazione dallo stesso. 

-non esistendo altra documentazione, se non verrà fornita dal Sig. Nigel Mortimer, (che a quanto pare dispone di originali migliori) sarà personalmente considerato come una forma di occultamento di prove, e quindi indice di "colpevolezza" e di false dichiarazioni dello stesso.

-non è una fonte di luce ultravioletta o infrarossa: per motivi ben noti spiegati ad inizio analisi, e quindi non corrispondente a fenomenolgie ottiche come "ORB" e "BOL" (che praticamente sono inesistenti, basandosi su percezione ottica e false definizioni)

-il cerchio si è rivelato semplicemente una macchia (di materiale liquido sconosciuto) che copre parzialmente la fotografia: è semitrasparente, presenta segni di cristallizzazione sui bordi che hanno modificato ulteriormente il colore sui bordi della forma e all' interno della stessa.


E quindi Signori: IL CASO E' CHIUSO.

3 commenti:

Vicente Ballester Olmos ha detto...

I reviewed this photo back in 2012 for my FOTOCAT project and found out that another photoanalysis expert like Andrés Duarte (chemist by training) or noted researcher Wim van Utrecht also concluded it is a developing flaw. Similar emulsion defects can be find here:
http://www.flickr.com/photos/paulojsferraz/5430569442/
You cannot miss the important fact that the photographer saw nothing strange at the time the picture was taken, something typical of film or development flaws.
Paolo Bertotti is a recognized, certified photographic analyst by trade with a long-time experience in this field: he is correct in his evaluation.
Regards,
V.J. Ballester Olmos
http://fotocat.blogspot.com/

Skure ha detto...

Many thanks Vincente ;)

Skure ha detto...

i see the photo:

probably not a air bubble during development: if a air bubble forming on the film during process, this does not allow the film to be developed , and should appear as a point even with the original emulsion , the point is transparent or opaque and does not let pass the light? ( from the picture it would seem transparent )